.

Comunità terapeutiche: rette sballate e crediti per 40 milioni (da "Redattore Sociale", 20/06/2013)

Primo bilancio per Comunitalia, organismo associativo unitario delle
principali reti. Il presidente Pieretti: “Sulle rette le regioni fanno quel che
vogliono. In Trentino sono 146 euro al giorno, nel Lazio solo 38: è follia"

 

20 giugno 2013


ROMA – Rette diverse da regione a regione e debiti delle Asl verso alcune comunità
terapeutiche che superano i 40 milioni, mentre il numero di chi chiede aiuto resta
costante e il fenomeno delle dipendenze diventa sempre più complesso. A tre anni dalla
nascita, è questo il primo bilancio di Comunitaria, un organismo associativo unitario che
riunisce le principali reti e coordinamenti nazionali e regionali a cui aderiscono le
comunità terapeutiche accreditate e autorizzate in ambito sanitario. Un quadro della
situazione che verrà presentato domani durante la conferenza stampa che si terrà
presso la sede della Stampa estera a Roma in vista della Giornata mondiale di lotta alla
droga, il 26 giugno.
Soddisfatto del lavoro svolto fino ad oggi, Giovanni Pieretti, presidente di
Comunitaria:“Quello che presenteremo domani è un bilancio importante – ha spiegato -
perché intanto siamo ancora uniti, visto che il sistema delle comunità italiane ha sempre
avuto degli attriti dovuti a anime e sensibilità diversissime. Che si sia riusciti a parlare per
tre anni senza dilaniarsi è un buon risultato”. Tuttavia, non mancano i nodi da sciogliere,
soprattutto al Sud Italia. “Alcune Asl devono più di 40 milioni di euro ad alcune comunità
e questo rischia di far saltare per area i servizi in un’area dove sono meno forti. Molti,
infatti, rischiano di chiudere”. Sofferenze distribuite in diverse regioni, ma tante sono
anche le esperienze virtuose, ha aggiunto Pieretti. “Il problema dei crediti che le
comunità vantano è il frutto di un sistema a macchia di leopardo che di più non si
potrebbe. Questo è un federalismo folle, ma la questione è legata anche ai difformi criteri
di accreditamento nelle singole regioni. Non ci sono due regioni che hanno gli stessi
criteri”.
Nel campo della cura per le dipendenze, secondo il presidente di Comunitalia le
differenza tra regione e regione sono enormi, tra cui spiccano quelle sulle rette. “Su
questo tema, le Regioni fanno quel che vogliono – ha spiegato Pieretti -. In Trentino
sono 146 euro al giorno, nel Lazio solo 38: è follia. Dobbiamo fare chiarezza: un cittadino
italiano non può essere così diverso da un altro. Io sono per l’autonomia regionale, ma lo
Stato non può demandare completamente alle regioni. Dovrà pur fissare un minimo e un
massimo entro cui le regioni possano declinare le proprie specificità”. Per Pieretti, infatti
è necessario fissare una “cifra indicativa nazionale che potrebbe essere tra i 60 e i 90
euro, così da restringere la forbice attuale”. Una richiesta, quella che verrà lanciata
domani dalle comunità terapeutiche, che si unisce anche ad un appello al governo.
“Occorre ricordare allo Stato che le comunità terapeutiche esistono e che nel momento
in cui agiscono sono lo Stato, non sono il privato – ha spiegato Pieretti -. Abbiamo
pensato di fare una conferenza stampa in vista della Giornata mondiale sulla droga per
dire che le comunità esistono, che hanno sul groppone la maggior parte degli utenti in
questo Paese, ma che spesso sono considerate figlie di un dio minore”. Utenti che,
secondo Pieretti, non sembrano diminuire ma provenire da fenomeno sempre più
multiforme. “Gli ingressi in comunità non sono diminuiti – ha detto Pieretti -. Il problema è
meno visibile, molto meno allarmante socialmente, ma è più strisciante, molto più diffuso
di prima e pertanto meno controllabile. Lo stile di vita dello sballo non è finito, si è
trasformato”. (ga)

Pubblicato il 20/06/2013 su :  http://www.agenzia.redattoresociale.it/

Associazione Comunitalia C.T. Via Di Bravetta 395, Roma