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Gli Obiettivi di Comunitalia

L’Associazione, favorendo la solidarietà e la collaborazione fra le Organizzazioni Associate, si propone:

 

Studio e definizione di un tariffario unico nazionale

I costi sostenuti per soddisfare i requisiti richiesti per l'accreditamento incidono sulle rette delle strutture. Ne consegue che, al variare dei requisiti per Regione, variano anche le rette richieste dalle diverse Comunità e tutto ciò finisce poi inevitabilmente per incidere sulla qualità dei servizi erogati.
Proprio a causa della rilevanza dell'argomento, il Progetto Comunitalia si è dotato di un gruppo tecnico di lavoro focalizzato sul tema, con l'obiettivo di giungere ad una proposta di tariffario unico nazionale da proporre alle Regioni e alle Pubbliche Amministrazioni.
Per raggiungere tale scopo si è resa necessaria un'attenta analisi delle situazioni tariffarie a livello regionale articolata in più livelli di approfondimento.
Queste differenze di tariffazione non fanno altro che dividere le Comunità rendendole sempre più isolate e inermi di fronte all'enormità del problema droga e allontanandole dalla società civile.
Per questo si ritiene necessaria una proposta di retta unitaria a livello nazionale, che tenti di superare anche la tradizionale dicotomia tra Comunità “terapeutiche” e “pedagogiche” oggi riduttiva e non in grado di valorizzare le tipicità delle strutture, che vanno ben al di là di una tale semplificazione.

 

Definizione su base nazionale di criteri comuni da adottare nei sistemi di accreditamento

L'istituto dell'accreditamento  è lo strumento di verifica e garanzia della qualità e della sicurezza dell'assistenza, in un contesto dove i requisiti tecnico-professionali, organizzativi, strutturali e i comportamenti attesi sono definiti a livello regionale. Nel contesto sociale, esso è stato introdotto dalla Legge Quadro 328 del 2000, sulla falsariga di ciò che era già stato disciplinato anni prima nel settore sanitario, ma con una regolamentazione più scarsa e carente.
La normativa prevede tre momenti: l'autorizzazione al funzionamento e l'accreditamento anche se nessuno dei due processi è ben definito ed ha obiettivi specifici ed infine, la stipula dell'accordo o del contratto che non viene esplicitata a differenza della normativa in ambito sanitario.
L'istituto dell'accreditamento ha due finalità, ovvero da un lato la regolazione dell'ingresso nel mercato dei soggetti che intendono erogare servizi nel settore pubblico o in quello privato e dall'altro, mira alla promozione ed al miglioramento della qualità degli stessi servizi.
A causa però della già citata riforma del Titolo V della Costituzione, rimane solo una generale condivisione di queste linee guida nazionali, mentre a livello delle Regioni, ognuna di essa si dota di una diversa normativa in materia.
E' in questo contesto che ha lavorato il gruppo tecnico di lavoro che ha ritenuto necessario condurre un'analisi su più livelli: livello normativo e percorso qualitativo.
Per quanto riguarda il primo livello citato esso ha l'obiettivo di delineare un quadro della situazione legislativa in materia di accreditamento evidenziando quelli che sono i diversi steps e requisiti richiesti in fase di autorizzazione e di accreditamento in ogni singola Regione.
Il secondo livello citato invece, analizza i processi di attuazione, a livello regionale, che mirano alla certificazione di qualità. In questo caso il gruppo tecnico  ha raccolto tutti gli atti proposti dalle Regioni focalizzandosi sulle tipologie di strutture accreditate (Comunità Pedagogica residenziale e semi-residenziale, Comunità Terapeutica residenziale e semi-residenziale, Doppia diagnosi, Gruppo di reinserimento, ecc.) e sui parametri del personale, in particolare il confronto tra  monte ore e tipologia richiesta.

 

Studio e approfondimento della gestione economico- amministrativa

Il sistema italiano delle Comunità Terapeutiche, dedicatosi in maniera prevalente all'erogazione di servizi e alla contrattazione politico-finanziaria inerente le risorse necessarie al funzionamento, ha posto in secondo piano la complessità gestionale ed amministrativa delle strutture.
Proprio da queste evidenze nasce la necessità di studiare il sistema amministrativo contabile delle CT al fine di analizzarlo e trovare possibili soluzioni di intervento, se ritenute necessarie, al fine di migliorare la situazione gestionale ed economica delle stesse.
Lo strumento scelto per raccogliere i dati di relativo interesse è il questionario, la cui struttura è articolata in tre parti: anagrafica dell'ente, ciclo amministrativo e organizzazione amministrativa.

 

Informatizzazione dei dati economico-finanziari

Durante gli incontri del Gruppo di Coordinamento Tecnico Nazionale Permanente sono emerse numerose riflessioni riguardanti la necessità di creare un sistema informatizzato di dati inerenti le Comunità, che sia in grado di fornire una visione complessiva della situazione economica delle strutture ai fini dell'analisi, del monitoraggio e della proposta di interventi, se ritenuti necessari.
Per soddisfare questi obiettivi si è creato, all'interno del Progetto Comunitalia, un portale open source, definito liferay, con il proposito di archiviare, estrarre ed aggiornare i molteplici dati prodotti durante le diverse fasi del progetto stesso.
Lo strumento del portale permette di mettere in collegamento e fornire agli Enti appartenenti e agli organi istituzionali (DPA, Aziende Sanitarie Locali e Regioni) l'elenco delle Comunità presenti sul territorio, articolato in Enti e relative sedi operative, completo di indirizzario e recapiti telefonici, dati economici aggiornati e materiale di studio per il monitoraggio della situazione economico-finanziaria delle strutture.
Il portale in questione rappresenta uno strumento innovativo nel panorama nazionale delle CT poiché, fino ad oggi, non è mai esistito un data base che raccogliesse i dati anagrafici ed economici di tutte le Comunità italiane.

 
Associazione Comunitalia C.T. Via Di Bravetta 395, Roma